Fondazione Toscana Spettacolo – Museo Archeologico Nazionale di Firenze
ARCHEOLOGIA NARRANTE – 3/19 luglio 2012
Le tracce della nostra storia e il teatro: questo è lo spirito di Archeologia Narrante, la rassegna progettata e organizzata dalla Fondazione Toscana Spettacolo e dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze, che di anno in anno, di estate in estate, coniuga la poesia dello spettacolo con la suggestione dell’archeologia creando un percorso magico in luoghi dell’anima e della memoria. Luoghi che per una notte tornano a parlare le parole del nostro più antico passato.
Comune di Firenze
Museo Archeologico Nazionale di Firenze
martedì 3 e mercoledì 4 luglio
orari di ingresso per gruppi di massimo 12 spettatori:
20.30 – 20.50 – 21.10 – 21.30 – 21.50 – 22.10
Archètipo
progetto e regia di Riccardo Massai
METAMORFOSI
di Ovidio
studi sui libri I°, II° e III° con gli allievi: Mauro Barbiero, Mirko Batoni,
Riccardo Bono, Sonia Coppoli, Niccolò Curradi, Carlo Gambaro,
Giampiero Mirra, Caterina Nencetti, Alessandra Niccolini, Simone Rovida
La parola può essere ancora oggi da sola veicolo per viaggi che nel teatro diventano approdi nello sconosciuto. Le metamorfosi avvengono già nella recitazione e generano, per frutti degli ossimori o contaminazioni fantastiche, altro da sé. In un adattamento originale che avvicina il capolavoro classico al nostro attuale sentire, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio all’interno delle metamorfosi come se attraversasse in una pinacoteca le diverse opere d’arte: il percorso dell’evento accosta i miti narrati alle opere d’arte (sculture, sarcofagi, cimeli) che narrano del mito, in uno scambio interpretativo fra antico e contemporaneo per ri-visitare il museo sotto una nuova veste. La narrazione dei miti, alla stregua degli antichi aedi, sarà coadiuvata da sviluppi sonori e d’azione, mirati a rendere semplici e fruibili ad un pubblico moderno questa saga di trasformazioni. L’intento, oltre che far riconoscere quest’opera classica come un capolavoro contemporaneo, è raccontarne le storie con un coinvolgimento emotivo e fisico da parte del pubblico, scommettendo che questo, che insieme all’Odissea è il libro più fortunato che l’antichità ci abbia lasciato, abbia ancora molto da insegnarci e comunicarci se attraversato da una interpretazione originale.
ingresso libero – prenotazione obbligatoria
per le prenotazioni contattare: Fondazione Toscana Spettacolo tel. 055 219851 interno 1 orari: 9 – 17
Il Museo Archeologico Nazionale di Firenze custodisce molti racconti dell’Antichità, dai miti e dalle storie scolpite sulle urne etrusche a quelle dipinte sulla ceramica greca e sull’alabastro del Sarcofago delle Amazzoni, una storia complessa in cui si snodano affascinanti itinerari culturali e artistici ricchi di monumenti, molti dei quali tra i più importanti della cultura classica. Ogni reperto diventa lo spunto per ritrovare un particolare aspetto della storia e dell’archeologia: l’Egitto con le mummie ed i canopi, le stoffe e gli strumenti della quotidianità, i commerci con l’Oriente con la collezione di ceramiche cipriote, Atene e Corinto all’apice della loro potenza economica e culturale nella raccolta di centinaia di vasi a figure nere e rosse, gli Etruschi e la sapienza artigianale della lavorazione del metallo, bene di lusso rinvenuto anche nei corredi delle popolazioni indigene dell’Italia meridionale, negli specchi e nei bronzetti votivi, la policroma tessitura decorativa della ceramica geometrica dell’antica Daunia, Roma e i volti dell’Impero scolpiti nella pietra e nel bronzo. Tutti i materiali archeologici costituiscono un contesto suggestivo e affascinante per la rappresentazione dell’Antico e delle sue atmosfere.
Comune di Pisa
Arsenali Medicei e antiche navi romane di Pisa
sabato 14 luglio, ore 21.15
Teatro dell’Argine
ODISSEA
di e con Mario Perrotta
musiche originali eseguite dal vivo da Mario Arcari (oboe, clarinetto, batteria),
Maurizio Pellizzari (chitarra, tromba)
C’è un personaggio nell’Odissea che da sempre cattura la mia attenzione, Telemaco, il figlio di Ulisse, un personaggio che molti non ricordano neanche, ma io invece ne ho sempre subito il fascino, perché la sua attesa è carica di suggestioni.
Telemaco non ha ricordi di Ulisse, non l’ha mai visto, non sa come è fatto, non sa il suono della sua voce: per Telemaco Ulisse è solo un racconto della gente. Ed è proprio questa assenza ad aprire infinite possibilità nei pensieri di Telemaco, lui è l’unico personaggio dell’Odissea che può costruire un’immagine di Ulisse calibrata a suo piacimento.
I pensieri di Telemaco, forse, sono l’unico luogo dove Ulisse può essere ancora un eroe. Ma gli eroi durano il tempo di un romanzo e questo Telemaco lo sa… È così che ho disancorato Telemaco dal tempo degli eroi e l’ho trascinato qui, nel ventunesimo secolo. Solo così potevo immaginare un’Odissea mia, contemporanea, solo portando la leggenda a noi, in questo nostro tempo così disarticolato e privo di certezze. E dunque si mescolano nello scrittura il mito e il quotidiano, Itaca e il Salento, i versi di Omero e il dialetto leccese, legati insieme da una partitura musicale rigorosa, pensata ed eseguita dai musicisti che mi accompagnano in questo lavoro e diventano anch’essi, con i loro molteplici strumenti, voci musicali del racconto. (Mario Perrotta)
ingresso libero
per informazioni tel. 055 2357808 – 335 1448753
Gli Arsenali Medicei. Si deve a Cosimo I de’ Medici l’idea di costruire a Pisa un arsenale per le navi della potente flotta toscana. Già funzionante intorno al 1540, il nuovo cantiere navale mediceo varò, nel 1546, la prima galera interamente costruita da maestranze locali. Negli arsenali è in corso di allestimento il Museo delle Navi di Pisa, che presenterà i reperti in uno spettacolare apparato espositivo: si tratta di relitti di imbarcazioni e suppellettili rinvenuti a partire dal 1998 nell’antica area portuale etrusca e romana di Pisa, ubicata nella zona della stazione ferroviaria di Pisa-San Rossore. I ritrovamenti risalgono ad un periodo compreso tra la fine dell’età ellenistica e l’età tardo antica. Tali scoperte costituiscono un elemento fondamentale nella comprensione delle modalità di trasporto marino nell’antichità tra il V secolo a.C. e il V d.C.
Concepita come “esposizione in progress”, la Mostra delle Navi intende rendere partecipe il visitatore delle varie fasi del lavoro di recupero svolto, dallo scavo archeologico, al laboratorio di restauro, all’esposizione finale, ma non definitiva,
dei materiali.
Comune di Siena
Complesso Museale di Santa Maria della Scala
giovedì 19 luglio, ore 21
EmmeA’ Teatro
ZOÈ
uno spettacolo – concerto – incantesimo
ispirato al mondo Greco Antico tra poesie, miti, favole
e musiche alla ricerca del puro piacere da brandelli di divinità
una creazione site-specific di Norma Angelini e Fabio Monti
con Fabio Monti
e musica dal vivo SoundSpecific
cura visiva Norma Angelini
cura sonora Fabio Monti
direzione tecnica Cristiano Caria
L’evento che immaginiamo si fonda sulla capacità dell’oralità di azzerare il tempo, di sospendere la percezione del prima e del poi negli spettatori e di “fiondarli” e “fiondarci” vinti e inattivi, nell’Essenza, per grazia di poesia e qualche volta, di saggezza. Dalla Lirica Greca, dalle Favole di Esopo, dai Miti Greci, dal Convivio di Platone, i materiali saranno scelti per aderenza di sentimento e il sentimento sarà la struttura portante dello spettacolo. Un concerto-incantesimo, canteremo
la Poesia per sconfiggere il Tempo, per toccarne con il pubblico l’assenza, l’insussistenza. Alla ricerca del puro piacere. Incantevole.
“Ho un sacco pieno di foglie. Ogni foglia, una vita. Zoè. Ogni vita, la Vita. Zoè. La sua Essenza. Ogni vita una poesia. Ogni poesia, una sparizione. Alla ricerca del puro piacere. Canto il canto agli dei. Che vengano. Che assistano. Ogni dio, un mito. Ogni mito una domanda. Che venga. Che scuota. Che squarci le stelle. Ogni nota, un incanto. Canto l’incantesimo d’amore, di conoscenza, di verità. D’amore”.
ingresso libero – prenotazione obbligatoria
per le prenotazioni contattare: Complesso Museale di Santa Maria della
Scala te. 0577 534501/02/07/11 orari: 9 – 17.30
Il complesso museale di Santa Maria della Scala gode di una posizione strategica nello straordinario tessuto cittadino, ubicato di fronte alla cattedrale, nell’area della collina del Duomo, che ha visto la più antica frequentazione antropica. Oggi, nonostante i lavori di restauro dello “Spedale Grande” siano ancora in corso, è già possibile visitare più della metà dei suoi 40.000 mq. Oltre ai numerosi e prestigiosi ambienti monumentali nei quali è possibile ammirare il prezioso e vasto patrimonio artistico (il Pellegrinaio, la Cappella del Manto, la Sagrestia Vecchia, la Cappella della Madonna, la Chiesa della Santissima Annunziata, gli oratori di Santa Caterina della Notte e di Santa Maria sotto le Volte), sono anche aperti al pubblico: il Museo Archeologico ospitato nei suggestivi cunicoli; il Museo d’Arte per Bambini, il Centro d’Arte Contemporanea; la Biblioteca e Fototeca d’Arte di Giuliano Briganti; numerosi spazi destinati ad ospitare esposizioni temporanee e convegni. Per le sue dimensioni, per le sue stratificazioni storiche, per la sua rete di percorsi e musei, il Santa Maria della Scala offre tutte le chiavi di lettura della storia di Siena.
www.archeotoscana.beniculturali.it
www.regione.toscana.it/nottidellarcheologia




