Il calapranzi
- di
Harold Pinter,
- regia di
Giancarlo Cauteruccio,
- scene di
Giancarlo Cauteruccio,
- luci di
Giancarlo Cauteruccio,
- con
Giancarlo Cauteruccio, Fulvio Cauteruccio
Due uomini in attesa. In attesa di un capo, di un ordine da eseguire, come sempre. Ma stavolta è diverso. Stavolta si ritrovano sotto un fantomatico ristorante, con un calapranzi che detta ordinazioni più che ordini. Scritto quarant'anni fa, "Il Calapranzi" di Pinter è ormai un classico del teatro contemporaneo; affrontarlo oggi significa sottolineare la sua forza politica, l'attualità di questa cruda vicenda, superando l'impostazione 'beckettiana' che ha sempre caratterizzato le messinscena precedenti. Due attori in scena, con la propria 'verità', su un tracciato dove musica e ritmo dettano i tempi: il senso del ritmo è la forma del linguaggio di Pinter; l'esplorazione di questo testo passa, senza alcun dubbio dalle sue cadenze, le pause, i silenzi e la noia dell'attesa che si contrappongono a dialoghi serrati fra Ben e Gas, i due protagonisti.
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