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Un uomo un gigante

Un uomo, un gigante

  • Antonio Gramsci. La dignità il coraggio la forza
  • da Lettere dal carcere di Antonio Gramsci
    drammaturgia poetica di Lorenzo Bertolani
  • regia di Giancarlo Cauteruccio
  • musiche di Raffaele Brancati e Luca Marino
  • scene di Loris Giancola
  • costumi di Massimo Bevilacqua
  • musiche eseguite dal vivo da Raffaele Brancati (fiati) e Luca Marino (percussioni)
  • luci di Loris Giancola
  • con Alessandro Haber

Lo spettacolo si fonda su una drammaturgia tratta da Lettere dal carcere ad opera del poeta Lorenzo Bertolani.
Un omaggio ad un uomo definito un "gigante", la cui volontà e il cui pensiero hanno saputo guidare intere generazioni.
Nelle Lettere dal carcere (1926-1937), assunte ormai come classico della letteratura mondiale del Novecento, Antonio Gramsci (Ales, Cagliari, 22 gennaio 1891 - Roma 27 aprile 1937), attraverso la corrispondenza alla moglie Giulia, ai figli Delio e Giuliano, alla madre, ai fratelli, alla cognata Tatiana, all’amico Piero Sraffa, offre e ribadisce con l’arte della sua scrittura la forza della sue convinzioni; attraverso i ricordi e le indicazioni ai suoi corrispondenti egli compone un’autobiografia indiretta ma soprattutto conferma la sua grandezza morale, anche quando il decadimento fisico, causato dalla rigidità del regime carcerario fascista, lo sfinirà, conducendolo alla morte.
Gramsci così, da "uomo medio" come egli si definisce, diventa un "gigante" per il coraggio e la dignità nell’affrontare la coercizione e l’isolamento, per la convinzione nel mantenere intatte le sue opinioni, per la volontà nel creare e riordinare le sue idee e le sue elaborazioni durante lo stato di detenzione. Le Lettere dal carcere divengono così, oltre il tempo fisico della vita, bandiera universale di lotta e denuncia contro ogni vessazione e prevaricazione, simbolo unico di resistenza per la libertà di pensiero.

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