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Gabbato lo Santo

  • di e con gli Omini: Riccardo Goretti, Francesco Rotelli, Francesca Sarteanesi, Luca Zacchini

Gli Omini stanno costruendo il loro percorso attraverso un'indagine in vari paesi d'Italia.
In questo percorso ricercano "l'uomo" nelle sue diverse condizioni sociali, ambientali e
culturali. Si mettono in macchina e arrivano nel tal paese. Vi arrivano e vi stanno "tot"
giorni. Si stanziano, s'insediano, si accomodano all'uso del paese. Vanno in piccoli
centri abitati: partire dal piccolo perché il minimo comune denominatore comunque resti
l'uomo.
Gli Omini acquisiscono linguaggio, convinzioni, colore, carattere, sentimenti. Dalle
esperienze raccolte nascono i personaggi: dalle interviste, dalle testimonianze ricevute
e dalle vite incontrate. La loro vita è in continuo divenire, così come la nostra
drammaturgia cambia in continuazione, perché cambiamo noi.
Il nostro è un bisogno pressante, continuo, convinto, di crescere, di trasformare, di
conoscere e riconoscere. Bisogna, allora, mettere all'erta, avvertire, far presente e nel
presente agire, bisogna far capire o ancor meglio non capire, provocare, provocare una
reazione, imboccare curiosità, alimentare curiosità, ingrassare curiosità.
Evitare che la comunicazione sia scambio di ovvietà. Vivere la bellezza della crisi:
ridere e piangere senza sapere perché. Arrivare piano, ma arrivare ugualmente. Scovare
il pubblico. Ri-aggregare un intero paese intorno ad uno spettacolo che abbia come
tema principale le vite dei suoi abitanti, ma in generale le vite di tutti gli uomini.
L'obiettivo è creare un rapporto con il pubblico, perché la gente non lo sa di essere
pubblico.
Ci proponiamo dunque come ascoltatori, ma anche come amplificatori di vite vissute.
...siamo tutti soli, siamo tutti diversi, siamo tutti Omini…


Progetto Riassetto del sistema teatrale della Toscana

 

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